Quanti alberi vedete fuori dalla vostra finestra di casa? Se non ne vedi almeno tre, potrebbe essere un problema.
È quanto pensato da Cecil Konijnendijk, urban forester olandese e ricercatrice specializzato in greening urbano, che ha quantificato il fabbisogno necessario di spazi verdi in città. Lo studioso olandese ha infatti ideato la regola del “3-30-300”, ribattezzata anche la “regola verde della salute”, per i benefici che apporterebbe alla salute dei cittadini.
Funziona così:
Affacciandoti dalla tua finestra dovresti vedere almeno 3 alberi di discrete dimensioni (tre cespugli bassi non bastano); dovresti vivere in un quartiere con il 30% di superficie verde; la casa in cui vivi non si dovrebbe trovare a più di 300 metri di distanza dallo spazio verde più vicino – ovvero entro 5 minuti a piedi, soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Quella del “3-30-300” è un’idea urbanistica che permetterebbe di riformulare il rapporto tra la città e il verde. Gli alberi migliorano la qualità dell’aria, catturano CO2 e abbassano la temperatura media percepita – chi sta vivendo in grandi città in queste settimane potrebbe averlo presente molto bene.
Uno degli aspetti che sta rendendo il verde urbano sempre più cruciale è proprio l’aumento medio delle temperature globali. La presenza di alberi, parchi e, più in generale, della natura nelle città può avere un impatto significativo nel rendere gli spazi urbani non solo più gradevoli esteticamente, ma anche meno inquinati. Questi elementi svolgono un ruolo fondamentale nel migliorare la salute di chi vive nei centri abitati: i parchi non migliorano infatti solo la salute degli esseri umani ma anche quella delle città, limitando gli effetti degli eventi atmosferici estremi e contendo inquinamento e gas serra.
«Oggi la distribuzione degli alberi nelle città tende a rispecchiare le altre diseguaglianze: nei quartieri con redditi più alti, scuole migliori e strade più pulite, ci saranno anche più aree verdi».
Cecil Konijnendijk
Una recente indagine della Freinberg School of Medicine della Northwestern University, dimostra inoltre che le persone che hanno semplice accesso agli spazi verdi sono 2,5 anni più giovani di quelli che non hanno questa opportunità quotidiana.
La prima città ad adottare una tale metodologia è stata Malmö, in Svezia, diventando poi lo standard in città molto diverse, come Haarlem in Olanda, Zurigo in Svizzera, Nantes in Francia.