Siamo stati nell’iconico headquarter di Oakley per festeggiare i suoi 50 anni

Per celebrare il suo cinquantesimo anniversario, Oakley ha aperto le porte della sua sede a Foothill Ranch offrendoci un’esperienza immersiva che ha attraversato il passato, il presente e il futuro. 

La scorsa settimana, il brand ci ha infatti ospitati nel suo iconico headquarter californiano in stile brutalista, che si è trasformato in una sorta di portale interplanetario in cui atleti e innovatori provenienti da tutto il mondo si sono riuniti per celebrare la creatività di chi, negli ultimi cinquant’anni, si è spinto senza sosta oltre ogni possibile confine plasmando dei nuovi standard nello sport, nella cultura e nell’innovazione.

“Questa esperienza non è solo uno sguardo al passato, è una rampa di lancio per i prossimi 50 anni. Siamo immensamente orgogliosi dell’eredità costruita, ma ancora più entusiasti di dove stiamo andando. Oakley è nata dall’idea di fare le cose in modo diverso, ed è questo spirito che ancora oggi alimenta tutto ciò che creiamo. La nostra eredità è una base, non un traguardo: questo anniversario dimostra che siamo solo all’inizio.”

Brian Takumi, VP of Brand Soul and Creative di Oakley

Dalla rara possibilità di accedere alla linea di produzione, alle esposizioni dei prodotti, abbiamo quindi potuto compiere un viaggio verso l’incessante ricerca di un domani migliore per comprendere l’impegno del marchio a evolversi e ispirare.

Si va dunque dalla scoperta dell’archivio con cinque decenni di design rivoluzionari che hanno ridefinito cosa può essere un occhiale (vedi per esempio i leggendari Over-The-Top e i Medusa) al centro tecnologico dove la scienza si fonde con l’arte, passando per un focus sulla campagna “Future Genesis” e l’introduzione dei Meta HSTN, che abbiamo testato in prima persona sui campi del Strawberry Farms Golf Club. Non solo, è stata annunciata anche una partnership con Axiom Experience per lo sviluppo del sistema visiera destinato all’Axiom Extravehicular Mobility Unit nell’ambito della missione Artemis III.

Infine, le celebrazioni si sono concluse con un’esibizione dal vivo di Metro Boomin e un’esplosiva performance a sorpresa di Travis Scott, che lo scorso mese ha annunciato l’inizio di un accordo pluriennale in qualità di primo Chief Visionary

Per l’occasione abbiamo parlato con Nick Garfias e Ryan Saylor, rispettivamente VP Design ed SVP, Advanced Product Development. Ecco cosa ci siamo detti:

Com’è cambiato il significato di innovazione negli ultimi 50 anni?

Nick Garfias: Penso che, man mano che la tecnologia progredisce, anche noi progrediamo con essa. Guardiamo alle tecnologie disponibili, le accettiamo e le integriamo in ciò che facciamo.

Ryan Saylor: Credo che l’innovazione consista nel creare qualcosa di nuovo che apporti valore al consumatore. La domanda è: cosa rappresenta valore per il consumatore oggi? Penso che, poiché i prodotti iniziano ad assomigliarsi tutti, per noi significhi sfidare lo status quo, sia in termini di funzionalità che di estetica. Ma abbiamo un motto: risolvere problemi avvolgendoli nell’arte. Significa unire la funzione con la bellezza.

Che ruolo hanno la ricerca e la sperimentazione nello sviluppo del prodotto? Cioè, rappresentano sempre il punto di partenza per tutto?

Ryan Saylor: No, la ricerca è in realtà il risultato della comprensione dei bisogni del consumatore. Dal punto di vista del design possiamo essere più organici, ma non si può fare ricerca fine a sé stessa. Dobbiamo avere un problema da risolvere. Abbiamo effettivamente un team che interagisce con i consumatori e gli atleti, e questa è la nostra opportunità per capire cosa vogliamo affrontare in seguito.

Cosa sta chiedendo il consumatore in questo momento?

Ryan Saylor: Non credo che il consumatore stia sempre chiedendo qualcosa. Risolviamo molti problemi di cui non sono ancora consapevoli. Per noi l’essenziale è l’osservazione. 

Quali parole descrivono al meglio il linguaggio del design di Oakley e perché?

Nick Garfias: Mi piace pensare a quello che facciamo come una fusione di funzionalità ed estetica. I nostri prodotti sembrano molto dinamici anche da fermi. Quindi direi statico e dinamico. Ecco due ottime parole.

Parlando delle prestazioni: come riuscite a portare tutte le componenti tecniche in un mercato più orientato al lifestyle?

Nick Garfias: Ne stavamo giusto parlando. L’architettura dei pezzi più performanti è pensata per uno scopo preciso, che si tratti di ciclismo, corsa o altro. Quando si traduce quella dinamicità e quel DNA in qualcosa di meno performante ci sono forme iconiche e dettagli caratteristici nella montatura che si possono reinterpretare in modo più adatto al lifestyle.