È possibile rimuovere aggiungendo una sigla personale? Sottrarre consente il di più? È meglio optare per la schiettezza o essere elaborati, sovrapporre o rimuovere, rifinire alla perfezione o lasciare qualcosa di incompiuto?
Simone Bellotti ha iniziato a porsi queste domande fin dal primo giorno in cui è entrato nell’ufficio stile di Jil Sander e ha trovato la risposta nel dialogo tra opposti: rigore e leggerezza, grazia e severità, controllo e libertà.
Il primo atto della nuova direzione creativa parla quindi di apprendimento e scoperta, dimostrando di conseguenza una sincera volontà di studio e apertura verso quel sacro ethos minimalista che ha fatto innamorare tutti gli appassionati di moda.












La collezione primavera/estate 2026 del brand guarda infatti al futuro partendo dalle radici, esplorando la purezza come modo e non come limite. Tensione e calma, linee rette e torsioni si dispongono dunque in un contrappunto di toni neutri, pastelli polverosi e nuance vibranti, mentre le texture aggiungono un elemento tattile al discorso.
Il dialogo tra abbigliamento femminile e maschile è costante, portato in vita con un meticoloso lavoro manuale e un’attenzione ossessiva ai dettagli e alla qualità. La silhouette è decisamente verticale, perché il tailoring è razionale e sfrutta abbottonature alte e pieghe occasionali, con pelli e lane double-face creano architetture senza peso.
A impreziosire il tutto ci pensano poi gli accessori e le calzature: stringate a punta quadrata, ballerine cut-out, brogue con kitten heel, sandali e borse multiuso in una varietà di forme e misure.