Non c’è spazio per un nuovo social 

Negli ultimi anni, Facebook ha registrato un calo costante di popolarità, mentre Instagram continua a essere criticato per l’eccessiva presenza di contenuti promozionali; Linkedin secondo numerosi utenti è sempre più cringe; X (ex Twitter), sotto la gestione di Elon Musk, sembra ormai nel caos, e TikTok è oggetto di crescenti restrizioni da parte dei governi occidentali a causa della sua proprietà.

ll social network cinese, per questo, starebbe lavorando a una versione complementare destinata al mercato statunitense, che dovrebbe essere presentata a settembre: l’app – che dovrebbe chiamarsi M2 – avrebbe un algoritmo e una gestione dei dati indipendenti rispetto a quelli della piattaforma principale. Tuttavia, nonostante questo contesto di crisi e singole difficoltà, l’idea di lanciare un nuovo social network capace di competere seriamente con quelli più noti appare oggi irrealistica.

A farci caso, questo limite non è affatto di natura tecnologica: creare un social network con funzionalità simili a quelle esistenti è diventato molto più semplice rispetto al passato, anche grazie a servizi online che semplificano di molto il lavoro di sviluppo. Il vero ostacolo, piuttosto, sembra essere la mancanza di una reale domanda da parte del mercato.

L’unica comunità che sembra davvero interessata a una nuova piattaforma è quella ancora legata al vecchio modello di Twitter, e che  per varie ragioni critica l’attuale gestione di Elon Musk. Tuttavia, nonostante diversi tentativi, nessuna alternativa è riuscita finora a convincere la stragrande maggioranza degli utenti ancora iscritti a X a cambiare piattaforma. In ogni caso, spostare le persone da un social network all’altro sembra essere un’operazione particolarmente difficile, se non impossibile.

Le motivazioni sono molteplici. Innanzitutto, va considerato che quasi tutte le nuove piattaforme lanciate negli ultimi anni non hanno mai realmente introdotto funzionalità che le distinguevano in modo netto da quelle esistenti. Inoltre, oggi, le aziende che decidono di creare un nuovo spazio digitale hanno meno margini di errore, soprattutto in ambiti come la tutela della privacy e la moderazione dei contenuti. Insomma, rispetto al passato la logica è molto più vicina a “buona la prima”. Va poi tenuto conto che la nascita e la diffusione di un altro social network dipende anche e soprattutto da fattori sociali, culturali e legati all’attualità, che sono molto difficili da controllare o replicare “a tavolino”.

Nel 2022 si era parlato tanto di BeReal, che sembrava essersi inizialmente affermato come un nuovo social network molto apprezzato dai più giovani. La piattaforma sembrava aver trovato una sua nicchia di utenti relativamente stabile, grazie a un’idea semplice ma in apparenza efficace: spingere le persone a mostrarsi in modo autentico, senza filtri o particolari messinscena. Tuttavia, sin dall’inizio era palese una criticità di fondo: l’app era priva di pubblicità e non era chiaro in che modo l’azienda volesse traghettare quel successo in un modello di business sostenibile.

Non a caso, già nel 2023 il New York Times parlava di declino di BeReal: il numero di utenti attivi, infatti, era diminuito di oltre 60 punti percentuali rispetto al momento di massimo interesse. BeReal esiste ancora, ma ha perso gran parte della sua visibilità, e il potenziale per diventare una piattaforma di riferimento a livello globale si è sostanzialmente esaurito. Qualcosa di simile è accaduto anche a Bluesky e Mastodon: dopo un avvio promettente, l’interesse si è ridimensionato senza che le piattaforme riuscissero a imporsi come vere alternative a X.

Tutto questo alimenta l’idea che – almeno nel breve e medio periodo – sia improbabile assistere alla nascita di un nuovo social network in grado di catalizzare la stessa attenzione riservata oggi a Facebook, Instagram, Linkedin, X e TikTok. È più realistico immaginare che le comunità che si distaccano dalle piattaforme dominanti continueranno a ridistribuirsi su spazi digitali minori, più frammentati e decisamente meno influenti.