Negli Stati Uniti, il primo weekend in cui era in sala, F1 – film con Brad Pitt e Javier Bardem – ha generato incassi per oltre 50 milioni di dollari, diventando il più grande successo nei cinema di qualsiasi pellicola mai prodotta da una piattaforma di streaming. Al di fuori dei Paesi anglosassoni, poi, F1 è andato ancora meglio, proprio perché il tema su cui è incentrato – la Formula 1, per l’appunto – è molto più popolare.
A realizzare il film è stata Apple TV+, che in passato aveva prodotto titoli come Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese o Napoleon di Ridley Scott. La società ha detto di aver investito circa 200 milioni di dollari per realizzare il film, ma – come sostiene il magazine di cinema Variety – il costo reale potrebbe essere ancora più alto: secondo molti esperti, Apple TV+ avrebbe diffuso cifre inferiori temendo di non riuscire a coprire l’investimento, nonostante il successo della pellicola nelle sale. A livello globale, durante il primo weekend di programmazione F1 ha incassato 144 milioni di dollari: sebbene sia un dato molto alto, a ben vedere le case di produzione tradizionali non considererebbero questo traguardo un vero e proprio successo.
Ma Apple TV+ non gioca il campionato di Warner Bros., Universal o Paramount, e per essere una piattaforma di streaming il solo fatto di non averci rimesso nel produrre F1 è già un notevole risultato. La distribuzione cinematografica dei film realizzati dalle piattaforme di streaming raramente ha generato incassi significativi.
La strategia di Apple TV+, infatti, come quella degli altri servizi di streaming (che hanno strutture piuttosto snelle), non è di generare profitti con i film che arrivano in sala: l’obiettivo, piuttosto, è produrre pellicole che contribuiscano a indurre gli spettatori a sottoscrivere un abbonamento alla piattaforma. L’uscita nelle sale, comunque, rappresenta un’efficace strategia promozionale: rende il film un evento, grazie a red carpet, affissioni pubblicitarie e a tutta l’attenzione mediatica che accompagna la distribuzione.
Questo tipo di lancio, inoltre, conferisce prestigio e visibilità al titolo. Il passaggio in sala, poi, ha preparato il terreno per l’arrivo del film su Apple TV+, che in teoria beneficerà parecchio della notorietà acquisita dal titolo.
Tuttavia, F1 potrebbe essere l’ultimo grande investimento di Apple in ambito cinematografico – nonostante i risultati positivi. Secondo gli addetti ai lavori, infatti, Apple starebbe valutando da tempo di non distribuire più titoli in sala, investendo solamente nei film che funzionano in streaming.
Da tempo si discute degli enormi costi di produzione dei contenuti di Apple TV+. Dal 2019, quando fu presentato il servizio di streaming, l’azienda di Cupertino ha speso oltre 20 miliardi di dollari per la produzione di contenuti originali, creando un catalogo di serie e film che nel 2024 hanno ottenuto più di 70 candidature agli Emmy – i principali premi del settore televisivo statunitense.
Nonostante il successo di critica, però, Apple TV+ rimane una piattaforma di scarso successo, con un pubblico relativamente piccolo, specie per gli standard e le potenzialità della casa-madre. Non a caso, gli stessi investimenti pubblicitari per promuovere il servizio non sono mai stati paragonabili a quelli previsti per i prodotti tecnologici dell’azienda. Si stima che Apple TV+ avrebbe più o meno 25 milioni di iscritti in tutto il mondo, contro i circa 200 milioni di Prime Video. E lo scorso anno Bloomberg ha fatto notare che Apple TV+ registra in un mese meno visualizzazioni di quelle che Netflix (che di abbonati ne ha oltre 280 milioni) ottiene in un solo giorno.