Non molti lo sanno, ma nel 2001 Giorgio Armani decise di collaborare con il premiatissimo architetto giapponese Tadao Ando per dar vita al suo teatro, esattamente nella ex fabbrica Nestlé.
Questo fu uno dei primi progetti di architettura “riciclata” in Italia: l’ex fabbrica Nestlé nel quartiere di Porta Genova a Milano venne lasciata quasi intatta all’apparenza, subendo però forti rivoluzioni all’interno con la costruzione di Armani/Silos. Lo spazio del Teatro/Armani comprende una passerella, un’ampia zona per le sedute e diversi ambienti monumentali, come la fila imponente di colonne in cemento e i muri curvi.

Il cemento e i grigi sono ovviamente predominanti, come nella maggior parte dei progetti di Tadao Ando, in contrasto però con quello che avviene all’interno del teatro stesso tra sfilate, eventi culturali e performance. Quando @domus ne scrisse nel 2001, spiegò che Tadao Ando voleva ricreare l’equivalente moda dei sontuosi teatri dell’opera vittoriani in cui gli spazi accoglievano ospiti distinti, permettendogli di “sfilare” nel loro ingresso negli spazi in una specie di “via trionfale”.
Situato in Via Bergognone 59, il Teatro/Armani è simbolo di rigore e minimalismo e di creatività e originalità allo stesso tempo — in piena filosofia Armani. Lo sapevate?





